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Il
Sindaco della citta'
Primada de América,
Roberto Salcedo,
da il Benvenuto.
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Leggenda
e storia
avvolgono la fondazione
di Santo Domingo.
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Si crede che Miguel Díaz, scappo' dalla zona nord
perche' aveva ferito gravemente un compagno. Giunse al sud, alle
foci del rio Ozama, dove regnava la Cacique Catalina; che
innamorata per paura di perderlo, gli rivela l' ubicazione di
una ricca miniera d' oro vicino al rio di Haina; con questa scoperta
Miguel ritorna a La Isabela, sicuro del perdono a cambio
della preziosa informazione.
Sorpreso di incontrare vivo, chi pensava morto, ottiene il perdono
di Bartolomeo Colombo, fratello del Gran Ammiraglio, con
l' autorizzazione per fondare, il giorno 8 di agosto 1498,
una nuova citta' nella costa sud-est dell' isola, al margine orientale
del rio Ozama.
La citta' fu chiamata originariamente La Nueva Isabela,
Santo Domingo del Puerto de la Isla de la Española.
Il nome di Santo Domingo e' anch' esso un mistero, c' e' chi crede,
che fu in onore a Domingo (padre di Colombo); altri sostengono
che Bartiolomeo, indeciso sul nome, abbia visto nel calendario
che 8 di agosto era dedicato a Santo Domingo de Guzmán,
e cosi' la chiamo'.
La citta' si popolo' rapidamente, senza ingrandirsi molto. Nel
1498 era considerata la Capitale dell' isola.
Il 30 di agosto del 1498, Cristoforo Colombo, pone piede per la
prima volta in Santo Domingo.
Nel luglio del 1502, la citta' che era costituita da 45 case in
legno, as en madera, fu distrutta da un uragano, e fondata da
Ovando nel margine opposto del rio, luogo che attualmente
occupa.
Questa citta' servi' da modello di struttura urbanistica per le
nuove citta' del Continente.
Dove ora e' ubicata la chiesa di Santa Barbara, gli indio Taíno
lavoravano fino alla morte, nella cava di pietra; ogni giorno
ricevevano un volume da scavare, e chi non lo faceva, nella notte
era impiccato. Ogni notte toccava a qualcuno.
La ricostruzione della citta' procedette velocemente e nel 1503
la nuova Santo Domingo, fu innaugurata, grazie a nuove nome urbanistiche,
con strade rette e di facile transito.
Lo sviluppo della citta' fu rapido, dovuto al fatto che era un
punto di riferimento strategico per le sucessive spedizioni di
conquista.
Il
piano urbanistico iniziale non prevedeva una muraglia che la contornasse
ma solo fortini perimetrali.
L' opera militare di maggior dimensione fu La Fortaleza Ozama,
stupenda ed ancora esistente.
Santo Domingo, per il 1520, diventando sempre piu' ricca, incomincio'
ad attirare gli sguardi e gli interessi dei Pirati. Per questo
mnotivo nel 1533 si iniziarono i lavori di costruzione delle mure.
Dalla meta' del secolo le navi incominciarono ad evitare il porto
di Santo Domingo, attraccando direttamente ai nuovi porti del
Messico e del Peru': nueve promesse di ricchezza.
Nel 1555 il primo inglese a visitare l' isola fu Robert Thompson
nella sua breve permanenza di 16 giorni di passaggio per il Messico,
scrive che nella citta' esistevano piu' di 500 famiglie spagnole,
e che gli indio che erano di piu' risiedevano ai sobborghi della
citta'. Che esisteva grande quantita' di carne di mucca, pecore,
porchi, galli e galline. Segue menzionando di zanzare con lungo
becco e insetti che infettano dolorosamente la pelle. Riporta
anche di una moneta (dinero negro), fatta di bronzo e latta,
per evitare la mancanza di circolazione dei beni, dovuto al commercio
dell' oro e argento.
Trentun anni dopo, un altro inglese visito' il paese, il corsaro
Sir Francis Drake nel 1586, che distrusse la citta'. Fu
tanto traumatico, che alcune famiglie iniziarono la emigrazione.
Pasarono
tre secoli prima che Santo Domingo potesse recuperare il progresso:
nel anno 1600, 25 mila abitanti, nel 1920 contava sólo
con 31 mila e nell' anno 1935 con 71 mila.
L' 8 di gennaio del 1936 il dittatoreTrujillo, salito
al potere sei anni prima, in un atto di megalomania cambió
il nom alla citta', chiamandola in suo onore Citta'
di Trujillo . Il 29 di novembre del 1961 caduto il dittatore,
si assegna nuovasmente il nome originario di Santo Domingo.
Nella realta' fino al 1950 la Capitale era circoscritta alla Zona
Coloniale e gli abitanti erano 181 mila. Succesivamente incomincio'
la esplosione urbanistica e la espansione della zona moderna.
Un processo inizialmente lento, dopo, sempre piu' tumultuoso:
370 mila abitanti nel 1960; 676 mila nel 1970; 1,500,000 nel 1981;
quasi due milioni e mezzo nel 1994; quasi tre milioni nel 1996
e 8 milionei nel 2006.
Un terzo della popolazione della Repubblica Dominicana, vive attualmente
nella Capital. Si puo' immaginare, quindi, i problemi scaturiti
al rapido crescimento della citta' in solo 15/20 anni.
La citta' e' stata condecorata dall'
ONU con il titolo di Cuna de América. (Culla
d' America).
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Santo
Domingo de Guzmán, nacque in Calaruega
(Burgos, Spagna), tra il 1170 e il 1173. Ebbe l' apparizione della
vergine maria, che le chiese di predicare la dovozione al Rosario
che lui stesso creo'.
Nel 1215, in Tolone, fondó l' Ordine dei Predicatori, ufficialmente
riconosciuta l' anno sucessivo, con Bolla papale di Papa Onorio
III.
Mori' in Bologna (Italia) il 6 di agosto del 1221 e nel anno 1234
fu canonizato.
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Origine
del Municipio
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Il
primo municipio del paese fu la La
Isabela, provincia di Puerto Plata il 24 di aprile
del 1494 (data fissata come giorno della ricorrenza dei
Municipi).
Nel
1498, con il trasferimento del governo alla nuova citta' di
Santo Domingo, inizia a tener maggior importanza il municipio.
Durante il governo di Nicolás de Ovando e poco prima
dell' arrivo di Diego Colón (1509), figlio dell' Ammiraglio,
la citta' di Santo Domingo o altrie cittadine furono riconosciute
come entita' municipali con diritto all' approvazione dei suoi
municipi e con autorita' per eleggere i suoi Consiglieri.
A partire dal 1935, si constituisce il Distretto di Santo Domingo,
il municipio passa sotto il controllo del Poder Ejecutivo, che
elegge un consiglio amministrativo dove il Sindica e' designato
da Trujillo.
L'
antica provincia di Santo Domingo si riduce; dando vita alla
provincia Trujillo Valdez, oggi Peravia; la provincia Trujillo
con sede in San Cristóbal e la provincia Monseñor
Meriño, oggi facente parte della provincia di Monteplata.
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